La cappella sistina dell’arte rupestre

Forse non tutti sanno che la città dei Sassi, tra i tanti gioielli più o meno conosciuti, ne custodisce uno davvero speciale. Si tratta della Cripta del Peccato Originale, la più ricca e antica testimonianza di arte parietale dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Conosciuta anche come la “cappella sistina dell’arte rupestre” per il valore che esprime, si tratta di una grotta interamente decorata con affreschi risalenti al IX secolo d.c.

Le cavità ricavate nella roccia contengono un eccezionale tesoro artistico. Un unicum per varietà e qualità, che anticipa di ben 500 anni le pitture di Giotto. Immergersi in un contesto così antico e prezioso lascia senza parole. E non che io sia di certo un critico d’arte, ma vi assicuro che l’autenticità di questo luogo rapisce il cuore prima che gli occhi. La voce narrante e le musiche accompagnano adagio i visitatori, scandendo quello che è un vero e proprio percorso esperienziale.

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Personalmente, pur avendone sentito molto parlare, non ero mai riuscito a visitarla. Rimasta chiusa negli ultimi mesi a causa di lavori di riqualificazione, da qualche giorno è stata riaperta e ho voluto subito approfittarne. Fu scoperta il 1 Maggio 1963; al suo recupero hanno contribuito numerosi enti pubblici e privati. Ciò che ci è restituito oggi, è probabilmente uno dei segni più espressivi della presenza antica dell’uomo nella città dei Sassi

Arrivarci non è complicato, se pur si trovi poco fuori Matera. Occorre percorrere la S.S. n.7 direzione Ferrandina; superato il ponte sul torrente Gravina, prendere la strada provinciale per la diga di S.Giuliano – La Martella e, dopo un km circa, svoltare a destra sul tratturo che porta alla Masseria Dragone. È necessario prenotare la propria visita; sul sito ufficiale potete trovare tutti i riferimenti aggiornati.

Approfittatene se siete da queste parti, ne vale davvero la pena.


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