Capodanno 2016: io, materano a Matera, c’ero

Spenti i riflettori del palcoscenico, è tempo di bilanci per la città dei Sassi. Siamo solo alla prima settimana del nuovo anno, ma un evento come quello appena conclusosi del Capodanno Rai, non può passare sottotraccia. Da materano, ho avuto la fortuna di viverlo nella mia città, oserei dire, quasi da protagonista. Sì perchè, io c’ero, ero presente in piazza ed è stato uno spettacolo. Tutta la città ha vissuto e partecipato attivamente prima alla sua preparazione nelle settimane precedenti, e infine al suo go live.

Il bilancio, per chi come me mastica un pò queste materie, è fatto anzitutto di numeri. Partiamo da quelli, quindi: quasi 6 milioni di spettatori sintonizzati su Rai Uno nella sera di Capodanno; migliaia di utenti sui social che hanno danno vita ad un vivace live tweeting, commentando non solo le esibizioni di artisti e cantanti, ma anche e soprattutto la fantastica cornice entro cui si svolgevano. Piazza gremita di oltre 50.000 persone e vie del centro storico affollate fino quasi all’inverosimile. Tutti, materani e non, entusiasti di prendere parte a quella che è stata percepita come una grande festa. Uno spettacolo a cielo aperto, difficile da non descrivere come un vero e proprio successo sotto tutti i punti di vista. Matera, al primo appuntamento dinanzi ad una manifestazione così importante e imponente, ha saputo mostrarsi città europea: organizzata, preparata, partecipe, viva.

credits photo: @catepol

Una festa per la città, per i suoi abitanti, per la Basilicata intera. In piazza, così come nelle case dei materani, i sentimenti erano quelli di orgoglio e fierezza. Da queste parti non capita tutti i giorni di assistere a manifestazioni del genere; a ciò, si aggiunga l’elogio pubblico a luoghi e storie che custodiscono pagine passate non proprio “da copertina”. Per chi, come me, è nato e cresciuto in queste strade, e ancora più per i nostri nonni, la narrazione di “riscatto sociale” è tutt’altro che retorica. Arretratezza e povertà, da queste parti, si toccavano con mano, non si leggevano sui libri di storia.

I Sassi hanno la straordinaria capacità di conservare ogni traccia del tempo. Se una comunità, pur con tutti i suoi limiti, molti dei quali tutt’ora irrisolti, è riuscita a ribaltare il suo destino, e a ergersi e distinguersi per arte, bellezza e cultura, molto deve anche al suo passato, remoto e recente. Inutile negarlo; sciocco etichettare come stucchevole retorica ciò che oggi si sta mostrando un esempio di successo del Mezzogiorno d’Italia. Sì, perchè a volte capitano, anche da queste parti.

Oggi la città dei Sassi costruisce il proprio futuro migliorando di giorno in giorno il suo presente.

 

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